2 aprile – La narrazione dell’autismo
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2 aprile – La narrazione dell’autismo

Ogni anno, all’approssimarsi del 2 aprile cresce l’ansia per i soliti contenuti intrisi di pietismo, inspiration porn, informazioni superficiali, generalizzazioni, stereotipi, imprecisioni, cose che non stanno né in cielo né in terra.

La voglia è quella di staccare la connessione e darsi alla macchia per qualche giorno nel periodo che precede e che segue la fatidica data.

È un giorno ghiotto di visualizzazioni e click quindi in tanti, troppi, fanno a gara a chi partorisce i contenuti più strappalacrime, conditi dai toni più melensi che si siano mai visti durante tutto l’anno che nemmeno a Natale. Il 2 aprile, che sarebbe una occasione per fare informazione, si limita a riempirsi di palloncini e pezzi di puzzle blu, bambini ben chiusi dentro alle loro bolle e tutti gli altri che ci picchiettano sopra come i bambini sui vetri degli acquari.

Il giorno dopo, chi si è visto si è visto e trasparenti come prima.

La pandemia l’anno scorso ci ha dato un’occasione per farci sentire una volta tanto, in un terreno che personalmente mi è congeniale: il web. E il successo della serie di video “L’Autismo risponde”, testimonia quanto ci fosse fame di risposte che nessuno da, perché nessuno ha mai chiesto a chi lo vive l’autismo. O almeno ha chiesto molto di rado.

Quest’anno, metabolizzato il fermo obbligatorio, le distanze sociali e il resto, i palloncini hanno lasciato il posto ai post, le fiaccolate agli hasthag e le sfilate alle mascotte e alle campagne social di dubbio gusto.

In tanti abbiamo potuto constatare che in alcune realtà stanno ancora fermi ad anni, a decenni fa spesso. E tutto questo è abbastanza avvilente. Che associazioni profondano energie e risorse nel diffondere informazioni palesemente sorpassate, è triste e ci danneggia tutti. Vanifica gli sforzi che in tanti facciamo per smontare stereotipi e cattiva informazione.

Allora in un atto di estremo masochismo, ho deciso di visionare un po’ di questi contenuti, prendere alcuni esempi di questa cattiva informazione e radunarli tutti insieme, per fare quello che mi viene meglio:

Riderci su

Senza minimizzare, anzi! Ho cercato di evidenziare tutto il ridicolo che sta all’interno di un certo tipo di racconto. Perché veramente, BASTA!

Basta con i cuoricini che fanno sentire più buoni e la lacrimuccia facile, basta con la storia che ispira. Perché se lo ha fatto lui/lei che c’ha i probbblemi, posso farlo anche io. E poi come sono teneri questi bambini autistici, così teneri che si tagliano con un grissino.

Per contrastare questa valanga di cacca che ogni anno ci travolge, segnalate i contenuti palesemente falsi, commentate sotto ai post che disinformano e usate questi tre hasthag:

#VociAutistiche

il riesumato e da me coniato nel lontano 2016: #RompiamoLeBolle

[descrizione gif: clip tratta dal film “tre uomini e una gamba”. Giovanni Storti dice: “non ce la faccio, troppi ricordi”]

E il sempreverde: #NothingAboutUsWithoutUs

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Scritto da Tiziana - Marzo 30, 2021 - 619 Views

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