Liberi di sbagliare
Advocacy

Liberi di sbagliare

Non indispensabili. Non produttivi.

Come se il valore delle persone, la cittadinanza attiva, l’avere dei diritti, dipendesse da questo.

Tutti invecchiamo, chiunque potrebbe sperimentare prima o poi una condizione di disabilità. Chiunque potrebbe ritrovarsi ad essere definito “non produttivo” o “non utile allo sforzo produttivo del paese” quindi essere visto come un peso, come un costo anche. Se costruiamo una società che stabilisce che vali solo in base a quanto sei produttivo, non dando tra l’altro le medesime possibilità a tutti, costruiamo una società senza umanità, una non civiltà.

Aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia. Noi siamo al nostro meglio quando serviamo gli altri. Essere civili è questo

– Margaret Mead –

Chissà quanta ricchezza ci perdiamo irrimediabilmente per strada, nella corsa al risultato. Quanti punti di vista nuovi, più efficaci e quindi produttivi.

[Descrizione immagine: Il bradipo incontra per strada una tartaruga e la saluta con la mano. Il titolo della vignetta è “Lenti a contatto”]

Come si decide chi è produttivo? Magari ci sono mille modi di esserlo, basterebbe solo il coraggio di sperimentare. Ho avuto modo di verificare come si possa essere produttivi anche seguendo la propria naturale lentezza. Da quando sono libera di seguire i miei tempi e le mie inclinazioni rendo di più, in molti campi, facendo meno errori anche. E se ne faccio, accolgo l’errore in maniera diversa rispetto al passato, quando era una vera tragedia commetterne. L’errore, quando non è il risultato delle pressioni di chi ti sta col fiato sul collo, è un’opportunità. Non un fallimento.

Tutti sbagliamo e invece ad alcuni è stato fatto credere che al mondo ci siano persone che possono sbagliare e legittimamente imparare dai loro errori e persone che sono sbagliate sempre. E non importa quanto ci provino a fare giusto non ci riusciranno mai perché il loro modo di essere è considerato un’errore in partenza e non sono libere di sbagliare. Non ne hanno il diritto.

Ma dagli errori, viene l’evoluzione, la crescita, vengono le idee migliori.

<<La lavorazione del Thè è iniziata per caso sui vecchi velieri che battevano le rotte per l’India.

I viaggi erano così lunghi e il calore così intenso che le casse di thè verde cominciavano a fermentare. E quando le aprivano a Bristol o a Dublino o a Le Havre, ci trovavano la roba che oggi chiamiamo Thè.

Ma tutto è iniziato con un grande errore.>>

<<Non la sapevo questa storia>>

<<Ci sono così tante cose da sapere. Gran parte delle cose avvengono per errore.>>

David Mitchell

Per tanto tempo invece ho concepito l’errore come qualcosa di irreparabile e imperdonabile, era meglio non fare niente così non avrei sbagliato più. Questo è stato il vero errore in realtà.

[Descrizione immagine: Io con la maschera da bradipo. Ho una maglietta verde scuro e un paio di pantaloncini e tengo in mano davanti a me una tartaruga. “Lenti a contatto”.]

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Scritto da Tiziana - Novembre 3, 2020 - 322 Views

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