Love is Stim together
Advocacy

Love is Stim together

Drawyourpride, nasce lo scorso anno per far si che il pride potesse essere celebrato anche durante l’emergenza covid. Trasferendosi su bacheche e profili social, grazie alla creatività di artisti, illustratori, grafici e chiunque volesse dar vita su carta o in digitale al suo personale carro della parata.

Quest’anno, dopo il successo dell’anno scorso si replica e con mia grande sorpresa, sono stata contattata dalle organizzatrici per illustrare un carro anche io. Non so esprimere quanto la cosa mi abbia resa felice e anche molto fiera, quindi ho aderito con molto entusiasmo e spero di aver fatto un buon lavoro. Questo è il mio carro:

[Descrizione immagine: carro su ruote con assi di legno. Sopra ci sono due iceberg, uno piccolo sulla destra e uno alto sulla sinistra. Al centro c’è il bradipo con una maglia che riporta i colori della bandiera pansessuale e il simbolo delle persone agender. Accanto al bradipo e sui due iceberg ci sono otto pinguini con delle maglie che riportano i colori delle bandiere: transgender, bisessuale, lesbica, gay, queer, intersessuale, agender, genere non binario. In cima all’iceberg c’è una bandiera svolazzante con il simbolo dell’infinito con i colori dello spettro, a simboleggiare l’autismo. Sullo sfondo c’è un arcobaleno e dietro un cielo sfumato ad effetto acquarello. Davanti al carro c’è una scritta: “Love is stim together – Autism for pride”. In alto c’è l’hasthtag “#drawyourpride” e la scritta in inglese “put in your wagon what you want and challenge a friend. In basso la scritta “pride 2021- 2nd covid edition”]

L’autismo incontra il pride.

I pinguini indossano i colori delle bandiere transgender, gay, lesbica, bisessuale, queer, agender, intersessuale, non binary. Il bradipo è pansessuale e agender. Da sempre infatti è attrattə dalle persone più che dal loro sesso ed ama definirsi una nuvola di fumo, proprio perché non si è mai sentitə né maschio, né femmina. Il bradipo ha sempre pensato che l’amore riguardasse l’essere pienamente sé stessi con qualcuno.

L’amore è dove posso tenere tutte luci spente perché mi fa male la testa, dove se sto con le cuffie e non capisco niente di quello che mi dicono, non importa. Dove se dondolo avanti e indietro tutto il tempo nessuno sta a guardarmi storto, dove posso saltellare agitando le braccia se sono entusiasta, anche se ho quasi 46 anni. Dove posso stare in silenzio per ore o giorni se sto male, dove si aspetta che io mi senta di parlare per raccontare il perché. L’amore sta dove non frega niente a nessuno se non mi vesto o acconcio come una mamma (che poi come si vestiranno mai le mamme?), né come una donna, né come un’adulta nelle occasioni che lo richiederebbero. L’amore è dove sei libero di essere come sei.

Il 18 giugno è l’autistic pride day, il giorno scelto dagli autistici per celebrare l’orgoglio autistico. Scelto nel mese di giugno, proprio perché modellato sul movimento per l’orgoglio lgbtqai+. Potrà sembrare strano che qualcuno possa sentirsi orgogliosə di essere autisticə, ad alcuni apparirà come un controsenso, ad altri come una vera e propria eresia. Come altrettanto eretico, è sembrato e purtroppo ancora continua a sembrare, che le persone si sentano orgogliose di essere omosessuali, lesbiche, bisessuali…

Capisco che le difficoltà in cui versano tante famiglie di autistici che purtroppo non hanno raggiunto e che magari non raggiungeranno mai delle autonomie, possa rendere difficile concepire il senso di questa giornata. E lo rispetto. Ma celebrare l’orgoglio di essere sé stessi in una società che ti dipinge come sbagliato, difettoso, da curare, è fondamentale per affrancare prima di tutto noi da questa visione. E poi per affermare nella società, come chi ha una sessualità differente o una disabilità, o chi è autistico, abbia lo stesso diritto di tutti ad avere una vita felice e realizzata.

Ognuno secondo le sue potenzialità ed inclinazioni, nel rispetto del proprio modo di essere e funzionare. E nel caso dell’ autismo, che essere autisticə, non vuol dire essere dei neurotipici difettosi.

Per tutte queste ragioni celebrare il pride con un carro illustrato da me, mi riempie di gioia, oltre che di orgoglio. E mi piacerebbe tantissimo se partecipassero anche altri illustratori, grafici, artisti… autistici. Se vi va di farlo, scaricate la base del carro qui (dove trovate delle istruzioni più dettagliate), illustrate il vostro carro, pubblicate sui vostri social con l’hashtag #drawyourpride e sfidate altri a fare lo stesso.

Io sfido Giulia Balducci a continuare la challenge.

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Scritto da Tiziana - Maggio 31, 2021 - 713 Views

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