La solitudine delle penne lisce
Le Cronache del Bradipo

La solitudine delle penne lisce

Da sempre quando mi ritrovo in mezzo a tanta gente, mi sento come se fossi sola al mondo. Sola, come un pacco di penne lisce.

Invisibile per tutti gli altri che si muovono ora velocissimi, ora al rallentatore in una confusa, formicolante, sfocata realtà.

Quelle poche volte dentro ai locali, alle feste, nei momenti in cui tutti sembrano divertirsi, mi assale un’irrefrenabile tristezza. Provo a nascondermi allora, a fingermi impegnata a fare qualcosa di improrogabile, per non essere catturata dall’ansia, o peggio per non attrarre qualche curioso.

A scuola, sfocavo la vista spalancando gli occhi e tutto perdeva di consistenza. Oppure mi perdevo dietro alle mie storie fantastiche di buchi dell’ozono tappati a cavallo di pattumiere volanti.

Da ragazzina, mi ritrovavo con lo sguardo perso nel vuoto, il cuore in una morsa, sopportando in silenzio quell’inesistente disagio. Inesistente, perché non riconosciuto e validato da nessuno. Avevo imparato ad ignorarlo e non riconoscerlo io per prima, credendo che tutti lo vedessero e percepissero come me il mondo. Anche se a nessuno sembrava causare tanto malessere.

Quando i miei bimbi erano piccoli, mi bastava correre attorno ad un tavolo dietro ai loro primi claudicanti passi invece.

Adesso mi perdo nello scrolling di una timeline mai troppo lunga, in una specie di noiosa frenesia che mi distrae riportandomi a me stessa.

La solitudine più insopportabile in assoluto, è quella che ho provato in mezzo alla folla. Una solitudine da inestricabili nodi alla gola.

Solitudine che negli anni è stata feroce. Avevo sete, di essere capita, di essere ascoltata, di essere vista. E quando arrivava qualcuno che sembrava farlo, troppo spesso si rivelava un bluff ed era un’enorme delusione. E di delusione in delusione, ho imparato a far si che non mi importasse più così tanto. A non cadere in pezzi tutte le volte. L’ho imparato a forza di andare in pezzi, ispessendo la pelle ancora un po’. A forza di cicatrici. Ho imparato a non fidarmi.

Ma anche a volermi bene, a placare quella inestinguibile sete. Con la mia famiglia, quei pochi e fidati amici,  

Con ME.

Io da sola non mi sento mai sola. Fin da quando nella mia cameretta stavo china ore ed ore, a catalogare conchiglie.

[Descrizione vignetta: La vignetta è intitolata: “PENNE LISCE”. Il Bradipo è in mezzo a folla di pinguini che parlano “bla bla”. Il bradipo con lo sguardo perso nel vuoto, sta pensando: “Mi sento solo come un pacco di penne lisce”. Nel riquadro in basso c’è scritto: “Questo post è sponsorizzato da:” e ai due lati della scritta, ci sono due scatole di Penne Lisce della “BIRILLA”]

Ti è piaciuto il post? Vuoi rimanere sempre aggiornato? Iscriviti alla Newsletter o lascia un like alla mia pagina FacebookSiamo anche su YouTubeInstagram e Twitter

Scritto da Tiziana - Novembre 17, 2020 - 220 Views

Nessun Commento

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *