Persone
Le Cronache del Bradipo

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Da sempre mi piace raccogliere impressioni fugaci dai passanti, immaginarne le storie.

Visto che quando cammino guardo in basso perdendomi tra le fughe dei pavimenti, mi soffermo spesso sulle scarpe. Da queste puoi provare ad indovinare l’essenza che si nasconde dietro all’apparenza.

Guardo le mani, tozze o affusolate, dalle unghia mangiucchiate o se sono segnate dal lavoro. Ne osservo la gestualità.

Infine le facce, le rughe, le espressioni. Ogni singolo viso racconta una storia.

Anni fa, cominciai a fare dei ritratti di parole.

Ricordo una signora, bassina, dalla mascella squadrata, gli occhi piccoli e vicini. Non l’ho mai sentita parlare, il suo viso parlava per lei. C’era sottomissione, rassegnazione, dedizione. Era tutto lì in bella mostra.

E quella signora scheletrica, le cui rughe di disgusto per il mondo agli angoli della bocca, distraevano dagli occhi intensi e dolci.

Alcuni visi sono degli esercizi complicatissimi della natura, unici, riconoscibili tra mille. Altri si confondono tra mille altri: invisibile moltitudine.

Tutti portano scolpita la loro storia, tutti vivono con il preciso intento di nasconderla. Ti vengono incontro, investendoti come un’onda densa di mille racconti.

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Scritto da Tiziana - 23 Maggio, 2020 - 258 Views

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