Fa Caldo
Manuale di Sopravvivenza per Bradipi in Antartide

Fa Caldo

Gli autistici possono avere un sistema di autoregolazione della temperatura corporea, differente. Quindi sentire in maniera diversa freddo e caldo. Potrà capitare di faticare a far indossare ai più piccoli cappotti, scarpe, calze… in inverno. Oppure si potrebbe avvertire sempre freddo e allora non ci staranno mai abbastanza indumenti per sentirsi al caldo. In estate le temperature roventi possono influire tanto sul sensoriale, perché è uno stimolo continuo e spesso talmente opprimente da sovrastare tutto il resto. Come quando hai un dolore fisso, sempre giorno e notte. Ad un certo punto finisci per non tollerare più niente. Con il caldo è un po’ la stessa cosa. Luce intensa, folle onnipresenti, il fermarsi o il modificarsi delle routine rendono il periodo estivo difficile da gestire non solo sotto l’aspetto sensoriale, ma anche per ciò che riguarda l’umore, le performance scolastiche e lavorative, la concentrazione e altro.

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Luke sono tuo padre!

Buonforno a tutti

Non era mia intenzione fare un post, ma stavo iniziando a pensare troppo e ho ritenuto che fosse il caso di porvi rimedio. Allora mi sono messa a scrivere per esorcizzare calura e pensieri a ruota libera. E di cosa avrei potuto parlare mentre boccheggiavo, bramando refrigerio?

Del fatto che fa caldo

L’estate può essere dura per diverse ragioni:

  • C’è tanta più luce per tutto il giorno, il che è bello, ma dopo le 16.30 per quanto mi riguarda;
  • Le temperature aumentano e in questi anni in maniera sempre più estrema;
  • Estate inoltre vuol dire vacanze, occasioni di socialità più frequenti e alle quali non sempre ci si può sottrarre;
  • E ormai anche le grandi città non si svuotano più nei mesi più caldi, ma si riempiono di turisti (anche se quest’anno non sta succedendo per ovvi motivi).

Tutto quanto insieme, può mettere pesantemente alla prova.

Per quanto mi riguarda caldo assieme a luce e insonnia, mi sovrastimolano moltissimo e sto sull’orlo del sovraccarico due giorni su tre. Rendendo casa molto simile all’antro di Dracula (con molti più ventilatori), cerco di arginare sovraccarico e meltdown, declinando molti inviti (mare compreso), negli orari più difficili.

[Descrizione immagine: Aldo Baglio, nei panni del Conte Dracula, con mantello]

L’estate per sommi capi è la stagione più “abbradipata“di tutte. Ho difficoltà a connettere, a svolgere attività che richiedano un certo sforzo, mangio poco o nulla, evito di muovermi più che posso. A scuola era un problema già da maggio e poi fino ad ottobre inoltrato. Col lavoro diventa arduo. Ho molte più difficoltà a mantenere la concentrazione a lungo e la sensazione di “nebbia nel cervello” diventa la norma per quasi tutto il tempo. Il mio rendimento cala di brutto in tutte le attività che richiedono un certo impegno e dove posso cerco di fermarmi, per non finire col tralasciare tutto “addivanandomi” per tutta la stagione. Che sarebbe pure bello per carità, ma non si può.

E inoltre c’ho l’incazzatura facile. O almeno più del solito.

Beh in generale, autismo a parte, il caldo fa sclerare la gente a mio modesto parere. Ovviamente senza voler offendere nessuno che la pensi diversamente. Ma volendo esaminare la questione da una prospettiva differente, cercando di rendere il tutto il più oggettivo possibile e considerando valida l’opinione di ciascuno, credo onestamente di aver completamente dimenticato ciò che stavo per dire.

Vabbè vado a fare merenda perché ho un certo languorino. Ma non è proprio fame… è più voglia di… voglia di ballare un raggae in spiaggia, ho voglia di uh uh uh uh uh

Ok bando agli indugi, vado a merendare con lo squacquerello di Nonno Nanni e abbbondanti fermenti lattici. Una merenda tipicamente estiva.

A presto.

[Descrizione gif: bradipo sbadigliante, disteso su una copertina]

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Scritto da Tiziana - Agosto 6, 2020 - 234 Views

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