Pensavo di essere pigra
Manuale di Sopravvivenza per Bradipi in Antartide

Pensavo di essere pigra

Le funzioni esecutive sono un insieme di processi che hanno a che fare con la gestione di se stessi e delle proprie risorse al fine di raggiungere un obiettivo.” 

Ci permettono in pratica, di disegnare una mappa organizzativa dei nostri compiti ed obiettivi. Ma se ti perdi pure col navigatore acceso che si fa?

[Totò e Peppino chiedono ad un vigile: “per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?]

Se un giorno si accavallano due scadenze burocratiche, assieme a tutto il resto delle mansioni ordinarie, è il disastro. Aspetto con ansia che arrivi sera per buttarmi distrutta sotto le coperte, dopo essere riuscita a portare a termine neanche la metà delle cose in programma. Mi sento spesso dire che mi stanco per nulla e se paragono le mie giornate, alle mille cose che tanta gente fa ogni giorno, effettivamente mi perdo in un bicchier d’acqua. La gestione del tempo, è la difficoltà più grande per me. Le ore passano e non mi rendo conto come abbia fatto a lasciare passare un’altra giornata senza concludere nulla.

Questa cosa mi ha fatta sentire un’ incapace per tutta la vita. Mi hanno continuamente accusata di essere pigra, svogliata, disinteressata, di non metterci impegno nelle cose, di non portare nulla a termine. Come se lo facessi apposta e mi divertissi a vivere immersa nel caos.

Appuntamenti dimenticati, cancellati all’ultimo momento, gente che si offende, mansioni che si accumulano, stanze di casa nel caos… Se ti dimentichi di annotare una dato, di abilitare l’allarme sul cellulare, o se ti appunti tutto su un bigliettino che rimane sul fondo dello zaino, è il finimondo.

[descrizione immagine: Post it con scritto “ricordarsi di ricordare”]

Ho tre bambini (uno adolescente e due alle elementari), e la maggior parte del tempo mi sento davvero sopraffatta. Se uno dei tre sta male o se c’è una qualsiasi interruzione delle routine, va tutto per aria. Riprendere il bandolo della matassa richiede sforzi titanici. Mi capita di essere talmente aggredita dalla quantità di lavoro accumulatosi, da sentirmi paralizzata. Impossibilitata ad agire, stanca ancora prima di cominciare. Ci vuole tempo per superare questo senso di “piedi attaccati al pavimento”, una sensazione fisica di non farcela. Quando riesco a riprendere il ritmo, non è che le cose vadano meglio, almeno mi sono rimessa in piedi. Ma l’equilibrio è molto precario, perché basta nulla per ricominciare da capo. Inoltre il fatto che le routine di base mi annoino mortalmente e che mi “spengano dentro” dopo un po’, non aiuta di certo. È tutto un continuo agognarle e rifuggirle. Da un lato sono vitali, dall’altro è difficile seguirle. Ho sempre avuto problemi a conciliare queste due caratteristiche.

… E il naufragar mi è dolce in questo mio procrastinare

Leopardi

Con il tempo, ho finito anche io col convincermi di essere davvero pigra, indolente… e questo ha influito pesantemente sulla mia autostima. E tante volte ho rinunciato ancora prima di cominciare. Oppure ho procrastinato all’infinito, aspettando si creassero le condizioni perfette per quella particolare mansione. Altre volte invece, non è che procrastino, dimentico miseramente.

Si tende a presumere che le donne abbiano abilità di multitasking innate e culturalmente si da per scontato che certe cose siano di loro competenza (la cura della casa, dei figli, l’organizzazione delle attività…). Per cui se non riesci ad organizzarti, ad essere performante, sei bollata come un fallimento. E se non lo fanno gli altri, lo fai da sola.

Quando non si ha consapevolezza di sé, è fin troppo facile paragonarsi agli altri, etichettando le nostre difficoltà come incompetenza o peggio. E questo penso valga per tutti, non solo per le donne.

La consapevolezza aiuta ad essere più autoindulgenti, a riconoscere quando fermarsi, a dilazionare le attività troppo onerose. Allo stesso tempo, è determinante per ricevere comprensione e accettazione da parte di chi ci è vicino. Quindi se un bambino va in tilt se gli elencate dei compiti da eseguire, non è “stupido, disattendo o svogliato”, semplicemente dovete trovare un modo che gli sia più congeniale.

Da piccola mi rimproveravano spesso perché non riuscivo ad imparare le cose semplicemente guardando, come gli altri riuscivano a fare. Non era facile per me. Non perché non avessi voglia, ma perché probabilmente non erano attività di mio interesse. Ma soprattutto perché avevo bisogno di istruzioni chiare e dettagliate e che mi si dicesse almeno una vota passo dopo passo come fare e cosa.

[Descrizione immagine: una delle prime vignette del bradipo. Si chiama “In analisi”. Il Bradipo è disteso su un lettino dall’analista/pinguino che chiede “mi parli di sua madre”. Il Bradipo risponde Mi diceva sempre: sei lento!”]

Scrivere le istruzioni mi aiuta, gli schemi (anche visualizzarli mentalmente) altrettanto. Nel caso in cui si parli di soldi, scrivere e fare delle tabelle per me è fondamentale. Riesco a visualizzare tutto, ma non i numeri, quindi le spese da effettuare me le devo rigorosamente scrivere. Col mio metodo che capisco solo io, ma l’importante è che serva allo scopo.

Ho bisogno del mio modo e dei miei tempi. E la cosa di cui ho più bisogno è che questo venga compreso.

Le funzioni esecutive sono un insieme di competenze diverse, ma correlate e sovrapposte. 
Per capire una persona, è importante guardare a quali competenze esecutive sono problematiche per lei e in che misura.
[Descrizione immagine: infografica sule Funzioni Esecutive, disposte lungo una linea ondulata. Lo sfondo è giallo. Queste sono: Autocontrollo, Memoria di lavoro, Pianificazione/organizzazione, Organizzazione dei materiali, Controllo emotivo, Cambio (shift), Inibizione.]
Fonte: LDOnline.org

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Scritto da Tiziana - Dicembre 30, 2019 - 25389 Views

8 Commenti

  • Roberto Maggio 1, 2021 a 7:55 am

    Mi piace come esponi chiaramente le situazioni, è interessante l’articolo e sapere che non sono l’unico ad avere difficoltà nel gestire gli impegni

    Risposta
    • Tiziana Maggio 9, 2021 a 7:59 am

      Grazie 😊

      Risposta
  • Sabrina Novembre 28, 2020 a 3:56 am

    La prima volta che ho sentito parlare di deficit delle funzioni esecutive avevo 47 anni. Fino ad allora credevo di essere neurotipica, introversa e con tratti asperger ma pur sempre neurotipica. E ovviamente ero giudicata un disastro, per la mia incapacità di gestire la casa e organizzare i lavori domestici. Eppure nel mio lavoro non ero affatto pigra, ora ho capito che è così perché il mio lavoro, bene o male, lo organizza qualcun altro.
    Ho scoperto che sono due le cose che mi aiutano: una è un orologio parlante, che ho impostato perché ogni mezz’ora mi ricordi che ore sono (altrimenti io non lo so che ore sono e un orologio normale mi scorderei di guardarlo), l’altra è fare delle checklist di cose da fare ogni giorno, dettagliate al massimo altrimenti non so da dove iniziare e mi perdo, da dove spunto di volta in volta le cose che riesco a fare. Con questi due strumenti riesco ad andare avanti abbastanza bene, ho voluto scriverlo perché potrebbe aiutare qualcun altro

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  • Antea Maggio 21, 2020 a 3:38 pm

    Uh che bello leggere e rivedersi al 100%!! Grazie, vorrei abbracciarti! Ah no siamo autistiche 😅

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    • Tiziana Giugno 8, 2020 a 12:51 pm

      🙂

      Risposta
  • Andrea Dell’Antonio Aprile 16, 2020 a 1:31 pm

    Proprio meraviglioso. Grazie!!

    Risposta
    • Tiziana Aprile 16, 2020 a 6:08 pm

      Grazie mille 🙂

      Risposta
  • Gianfranco Pippia Febbraio 22, 2020 a 5:07 am

    Mi interessa.

    Risposta
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