Prefazione al Manuale di Sopravvivenza per Bradipi in Antartide.
Manuale di Sopravvivenza per Bradipi in Antartide

Prefazione al Manuale di Sopravvivenza per Bradipi in Antartide.

La copertina è giallo senape, molto annerita. La sovra coperta si è persa chissà dove. Guardo all’interno cercando la data di pubblicazione:

Questo libro viene dato alle stampe, nel

Millenovecentoventordici

Direte: Non esiste!

Evidentemente no. Proprio per questo. Il misterioso contenuto del presente volume, tende ad adattarsi al tempo e al luogo in cui si trova e a chi lo legge. Non ci sono molti libri così in giro, abbiatene estrema cura. È destinato a parlare a generazioni e generazioni di curiosi lettori. Tanto alle genti del XX secolo, come a quelle del XXI e dei secoli a venire. Non è vanteria, no. Neppure presunzione dell’autore che non ci è noto. Di lui nulla si sa, ha spedito in un plico anonimo il manoscritto, lasciando all’editore totale libertà, ma solo una raccomandazione:

il millenovecentoventordici

perché, a sua detta, il tempo non esiste e non deve influenzare in alcun modo i lettori di queste pagine.

Abbiamo ritenuto giusto rispettare questa richiesta signori lettori.”

Che cosa assurda. – penso tra me sorridendo. Mi incuriosisce sempre di più

Le pagine molto ingiallite, odorano di muffa. Lo sfoglio velocemente, un font desueto, molto piccolo. Provo a cercare l’introduzione o una sinossi, qualcosa che mi faccia capire per sommi capi, di cosa si tratti, perché il titolo mi incuriosisce abbastanza.

“se hai trovato questo libro, vuol dire che eri destinato a trovarlo. Lo hai cercato, lo hai chiamato, lo cerchi da tutta una vita anche se non lo sapevi.

Da tutta la tua vita cerchi qualcuno che ti spieghi questo mondo e ti dia le istruzioni per non annegarci dentro? Ecco le hai trovate, sono tutte nelle tue mani. Ritieniti una persona fortunata, non succede tutti i giorni di trovare le risposte a tutte le tue domande. Non regalarlo, non prestarlo, mai. Leggilo, anche più di una volta e poi, quando avrai interiorizzato per bene il suo contenuto, abbandonalo. Su una panchina, al tavolino di un bar, nella libreria in cui lo hai acquistato. Abbandonalo, perché un altro lo sta chiamando e a te non serve più.

Ma oggi è tuo, benvenuto e buon viaggio.”

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Scritto da Tiziana - Luglio 30, 2019 - 271 Views

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