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Conversazioni Shock

Ho sviluppato una vera avversione verso il concetto di “persone altamente sensibili”, per quanto mi riguarda potrebbe significare tutto e il contrario di tutto. Spesso è un paravento dietro al quale ci si nasconde per autoproclamarsi migliori di qualcun altro. Un po’ di tempo fa, mi è venuta l’idea di scriverci qualcosa in merito, sviluppando un primo nucleo che nei mesi si è arricchito, finendo per includere nel discorso anche tanti altri “paraventi”. Questo pezzo quindi parla di come e quanto l’essere definiti “speciali” danneggi gli autistici. Del fatto che sostenere noi stessi (più o meno velatamente), di essere più sensibili, buoni, ispirati, intelligenti… faccia gioco in realtà a chi ci definisce “speciali“. Dell’essere buoni o cattivi e di tanto altro…

Fa Caldo

Gli autistici possono avere un sistema di autoregolazione della temperatura corporea, differente. Quindi sentire in maniera diversa freddo e caldo. Potrà capitare di faticare a far indossare ai più piccoli cappotti, scarpe, calze… in inverno. Oppure si potrebbe avvertire sempre freddo e allora non ci staranno mai abbastanza indumenti per sentirsi al caldo. In estate le temperature roventi possono influire tanto sul sensoriale, perché è uno stimolo continuo e spesso talmente opprimente da sovrastare tutto il resto. Come quando hai un dolore fisso, sempre giorno e notte. Ad un certo punto finisci per non tollerare più niente. Con il caldo è un po’ la stessa cosa. Luce intensa, folle onnipresenti, il fermarsi o il modificarsi delle routine rendono il periodo estivo difficile da gestire non solo sotto l’aspetto sensoriale, ma anche per ciò che riguarda l’umore, le performance scolastiche e lavorative, la concentrazione e altro.

Prevedibilità è Salvezza – Autismo e routine

Vivere nel caos perpetuo non è facile né divertente e quando riesco a seguire i miei rituali, sto molto meglio. Sono meno stanca e anche di un umore migliore. Quindi anche se dopo un po’ finisco con l’annoiarmi di fare sempre le stesse cose nello stesso modo, non riesco ad uscire da certi binari. Quindi posso imboccare una strada a caso durante una passeggiata, ma non riesco a cambiare strada se sto andando al lavoro. Posso desiderare di dire SI ma dire sempre NO, se mi offrono qualcosa, provare a consultare il menù desiderando prendere una pietanza diversa una volta tanto, spulciare il catalogo di Netflix per ore… ma finire comunque tutte le volte per scegliere le stesse cose. A proposito del sentirsi stanchi, dell’importanza e dell’utilità delle routine, di quali reazioni scatena un imprevisto, perché e di tanto altro…