Pesantezza e leggerezza
Oggi è una giornata stanca, di quelle che ti attacchi ai pensieri come alla carta moschicida. E per non indugiare troppo nella colla, mi sono messa ad armeggiare. Guardando un po’ di vecchie immagini, ne ho aperta una che per tanto tempo ho creduto rappresentarmi molto: Un’incudine.
Ma come sei pesante!
Me lo dicono fin dall’asilo e allora ho iniziato a sentirmi incudine (oltre che bradipo).
Ma che vuol dire essere pesante? Da quello che ho potuto capire vuol dire:
- prendere tutto maledettamente sul serio;
- essere intensi in tutto quello che si prova e che si fa;
- essere particolarmente introspettivi;
- tendere alla serietà e alla razionalità.
Essere leggeri di contro vuol dire:
- essere creativi;
- inclini ad immaginare cose sempre nuove;
- cercare l’ispirazione;
- lasciarsi guidare dall’intuito e dai sentimenti più che dalla ragione anche a costo di pagarne il prezzo;
- Essere dei sognatori.
Le persone leggere tenderebbero verso l’alto e quelle pesanti, avrebbero invece, i piedi ben piantati per terra.
E allora no, non mi ci ritrovo più. Non sono pesante, o almeno non completamente. E mi sento leggera però non completamente.
Ma le persone devono essere per forza l’uno o l’altro?
Magari lo siamo in diverse percentuali. Apparteniamo ad uno spettro della leggero/pesantezza. O forse va a periodi e non è sempre uguale.
La risposta è: BOH, non ne ho idea. So che non sono pesante (o almeno non completamente). So che a giorni posso volare o sprofondare, come tutti credo.
E che anche le incudini possono volare. Pure nelle giornate stanche.

[Descrizione dell’immagine: bradipo su mongolfiera che al posto del pallone aerostatico, ha un’incudine. Il cielo azzurro con rondini, fa da sfondo]
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