Pinguinanza
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Pinguinanza

Da un po’ ho iniziato a non disegnare più i pinguini tutti uguali. Prima li vedevo così. Tutti tanto ben inseriti in Antartide, fatti per quell’ambiente.

Neanche i pinguini però sono tutti uguali, anche se a volte un po’ ci si sentono. Che qualcuno racconti che si può essere anche molto diversi, può far vacillare e aggrappare a un’illusione di conformità. Come se essere conformi corrisponda ad essere migliori, perché in fondo si dice che chi non lo è ha dei deficit, gli manca qualcosa cioè.

Noi siamo pinguini e vogliamo essere tutti uguali e conformi all’idea di pinguinità!

Un Bradipo che ci fa qui? Non è fatto per questo posto, ha un deficit di pinguinità. Insegniamogli ad essere un pinguino, a pensare come un pinguino, a pescare come un pinguino e a mangiare come un pinguino.

Un pinguino, un pinguino… ma quale pinguino? Sono milioni i pinguini!

Come quale pinguino? Un pinguino tipo, che i pinguini si sa, sono tutti uguali, progettati per funzionare al meglio e performare sul pack!

Se li guardi bene da vicino però, quando camminano lo fanno in modo un po’ goffo, inciampando spesso (i video con i pinguini che inciampano sono tra i miei preferiti). Quando si tuffano in acqua però come per magia la situazione cambia: filano che è una meraviglia. Quindi non è poi così vero che i pinguini siano sempre così performanti e nemmeno che siano tutti uguali. Nessuno lo è.

In fondo nessuno vuole essere uguale a tutti gli altri, ogni giorno in tutto quello che facciamo cerchiamo di emergere, distinguerci. Il che è una contraddizione perché contemporaneamente ci si affretta a volersi collocare all’interno di un contenitore: quello della normalità.

In realtà in questo contenitore mica ci stanno le cose più belle o desiderabili, solo le cose più comuni, che accomunano la maggior parte dei pinguini cioè. Ma si è vivi e soggetti a cambiamento allora le cose che stavano dentro al contenitore anni fa, adesso non ci stanno più. Sono migliori o peggiori?

No. Solo meno comuni

Quindi un Bradipo in Antartide non è comune e nemmeno probabile, ma in tanti ci si sentono e questi meccanismi e condizionamenti ai quali tutti siamo soggetti, alimentano l’idea che si possa essere tutti una massa informe, impersonale, spietata e inumana. Progettata per individui tipo e che in quanto tale espelle chiunque non risponda a certi requisiti. Non esistono individui tipo però, perché le persone sono fatte di infinite sfumature ognuno portatore di esigenze e bisogni che non sono uguali a quelli di nessun altro. Sarebbe riduttivo pretendere che i panni di questo fantomatico individuo tipo calzino bene a tutti. A qualcuno stanno stretti, ad altri troppo larghi, altri non riescono proprio a indossarli.

Un mondo di conformi a certi standard fa comodo perché è prevedibile che rispondiamo a certe sollecitazioni del mercato che ci rende desiderabile essere in un determinato modo o in un altro (bello, magro, alto, socievole, estroverso, bianco, etero). Fino a quando le minoranze di “diversi” non si rendono talmente visibili da costituire una nuova fetta di mercato e allora si comincia a prestare attenzione anche a loro con campagne mirate in cui ci si appropria di concetti non propri sparandoli ad cazzum.

Che poi a ben pensare parliamo di minoranze e maggioranze, ma contiamoci un po’. Se non sei donna sei già fuori, quindi togliamo almeno il 50% della popolazione mondiale. Hai la pelle chiara? Fuori un’altra bella fetta (che a ben vedere rappresenta la maggioranza della popolazione mondiale), sei ricco? Fuori pure tu. Sei occidentale? Cristiano? Etero? Cisgender? Senza alcuna disabilità?

Aspetta, aspetta contiamo un po’… ma dove è sta maggioranza?

Quindi continuiamo a pretendere che chi non calza bene i panni di questo fantomatico individuo tipo si allunghi o accorci per farseli stare o ce la prendiamo con chi si ostina a pensare che possa esistere un vestito che possa stare bene a tutti? Facciamo giornate a tema su tutto denunciando che esistono al mondo persone diverse e per questo emarginate, sentendoci tanto buoni perché ci impegniamo ad includerle, o cominciamo a domandarci una volta per tutte come sia possibile che si siano ritrovate escluse?

A voi le conclusioni.

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Scritto da Tiziana - Febbraio 15, 2023 - 1093 Views

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