Cambiamenti e percezione corporea
Vita da Bradipo

Cambiamenti e percezione corporea

È difficile abituarsi ai cambiamenti. A quelli del corpo in particolare.

Mi è successo in adolescenza. Trasformandomi da bimba, in quello che a detta di tutti era una giovane donna, ma che per me era un essere sgraziato e scheletrico. Ascoltavo storie sui bruchi che diventano farfalle e aspettavo mi spuntassero le ali come a tutti/e, invece sto ancora aspettando.

Non mi piaceva guardarmi, ero piena di brufoli e i miei capelli erano sempre schiacciati sul viso. Per questo li preferivo corti (come adesso del resto). Non amavo essere protagonista di immagini in movimento perché riguardandomi, mi appariva evidente il mio differente modo di muovermi. Sembravo un robot in procinto di perdere tutti i pezzi, per via di bulloni avvitati non troppo bene. Tutto quello che distingueva le altre ragazze, non mi caratterizzava. Seno inesistente, fianchi poco pronunciati e quel “poco” che c’era, veniva accuratamente nascosto da maglie e camicie più grandi di tre taglie. Camminavo raso muro per essere certa che nessuno mi notasse e si accorgesse del mio senso di inadeguatezza e della paura che provavo. Ero un asso nell’arte della mimetizzazione.

Durante le gravidanze. Ebbene si, mi sono moltiplicata. E ho percepito da subito i cambiamenti innescati dalla mia progenie. I miei sensi si sono, vorrei dire affinati come quelli di un ragno

… ma l’espressione più giusta è: sparati a mille. Come se qualcuno avesse alzato tutto d’un botto il volume interno delle percezioni sensoriali. Sentivo gli odori a metri di distanza, meglio di un cane da tartufo. Se qualcuno fumava in strada ed io ero in camera mia al secondo piano, correvo in bagno a vomitare. Stessa cosa per gusti e sapori. Da sempre prediligo quelli delicati, cibi poco conditi e con pochi grassi. In quel periodo, era tutto troppo forte, troppo intenso. Ho sentito tutti e tre muoversi dentro la pancia molto presto, già al primo trimestre, prima dello scadere di quest’ultimo. All’inizio, come un lievissimo battito d’ali (quelle che ancora aspetto), poi come un vero e proprio sconquasso. Tre Alien dentro la pancia…

… che crescevano, prendevano spazio, facevano lievitare il mio peso fino a non vedermi più i piedi e che reclamavano cibo (soprattutto il secondo!). Non riuscire più a muovermi da un momento all’altro, è stato arduo. Non ho avuto abbastanza tempo per abituarmi. I sensi da ragno, sono rimasti sparati a mille.

E adesso che sto invecchiando. Si… il mio corpo che cambia, nella forma e nel colore, è in putrefazione. Piccola licenza poetica per questo testo di qualche anno fa, che rende abbastanza bene l’idea. Non ho ancora iniziato a cigolare, non sono una cariatide, ma questo passaggio alla cosiddetta seconda età adulta, fin’ora si è rivelato complicato. Mi rendo conto di non riuscire descriverlo meglio perché devo ancora metterlo a fuoco. Forse per i 60 anni ce l’avrò fatta.

È stato difficile affrontare questi cambiamenti, perché sostanzialmente non mi sono mai sentita un corpo. Quindi è stato altrettanto difficile realizzare, fossero la causa di crisi profonde e ansia estrema.

Quello che guardo (raramente) allo specchio, non lo riconosco come me. Inoltre durante il giorno, in base all’umore e alla stanchezza il mio viso può cambiare moltissimo così da riconoscermici ancora meno.

Vedo veramente miei e da sempre uguali, solo gli occhi. Quelli che quando da bimba li nascondevo con occhiali da sole, mi sembrava di essere invisibile per tutti. Quelli che ho tentato ostinatamente di vedere senza specchio.

Ci sarà pure un modo per vederseli?! No, non c’è. Ma non mi sono ancora arresa.

Le mie finestre sul mondo, attraverso i quali la mente guarda tutto quello che c’è fuori. Come Tetsuya Tsurugi, sto alla guida di questo umanoide da 44 anni e la sensazione è più o meno questa:

Essere John Malkovich (partite dal minuto 0,55).

Quando ho visto per la prima volta questo film, sono rimasta letteralmente folgorata.

Ma questo è il modo in cui vedo il mondo!

Voi lo vedete così? Sono molto curiosa di saperlo.

È una cosa strana, sento in maniera esasperata tutti gli stimoli ai quali il mio corpo è sottoposto:

I tessuti, il tocco leggero, un capello sul collo diventa una tortura, un piccolo dolore è onnipresente, luce, rumori, odori, sapori… eppure non sento il mio corpo. Devo concentrarmi per sentirlo. Posso fare chilometri camminando e non essere consapevole delle gambe e del resto. Potrei essere una nebbia che fluttua inconsapevole di tutto, tranne che del proprio mondo interno.

Quindi, quella che ricordo e identifico come “me” sin da quando ho memoria, è questa testa iper-pensante, la presenza costante e rassicurante della mia vita.

Sarà per quell’ottavo senso che funziona un po’ come gli pare. Perché assieme agli altri sette (vista, udito, olfatto, gusto, tatto, vestibolare (o equilibrio) e propriocezione), c’è quello di interocezione. Ovvero la percezione delle informazioni “interne” al nostro corpo, come la sete e la fame ad esempio. I recettori diffusi in tutto il corpo, mandano messaggi al cervello e da questi capisci se hai fame, sete, se ti scappa la pipì…

Molte persone autistiche possono avere difficoltà a dare un senso a queste informazioni e allora un’inezia può diventare dolore e un dolore, essere percepito poco o nulla. L’interocezione influenza anche l’interpretazione delle emozioni. Se non riesci a sintonizzarti correttamente sui segnali del corpo, è più difficile identificare le emozioni.  Può capitare allora di sentirsi a disagio senza sapere il perché. E questo può essere parecchio frustrante.

Ho notato che l’impiego di alcune tecniche meditative di Mindfulness, come la scansione del corpo ( che consiste nel portare l’attenzione alle varie zone del corpo, per “sentirle” soffermandosi su ciascuna di esse), mi aiutano a riprendere contatto con le mie stanche membra, cosa che mi rende meno ansiosa. Non che questo sia risolutivo, ma smorza un poco il disorientamento nei momenti pesanti. Altrimenti la testa finisce sempre per prendere il sopravvento e vado col pilota automatico.

Mi interessa sapere come la vivete voi. Aspetto i vostri commenti, se vi va.

Vi segnalo questo articolo molto interessante:

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Scritto da Tiziana - 13 Febbraio, 2020 - 565 Views

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