Una fettina di idiozia tra milza e pancreas
Vita da Bradipo

Una fettina di idiozia tra milza e pancreas

Ricordo tempo fa, sentii qualcuno dire di avere l’infinito dentro. Si, il discorso era molto articolato e complesso, osservando la bellezza del mondo, volgeva lo sguardo all’interno. Ma mi è rimasto impresso. Alimentando il mio perenne senso d’inferiorità, sono alta solo un metro e sessantacinque e avrei voluto arrivare almeno al metro e settanta, non conosco tante cose che mi piacerebbe conoscere, ho una pessima memoria… ma sto divagando, come al solito.

Nei miei momenti di esaltazione contemplativa, di quelli che provi quando ti trovi ad ascoltare sempre la stessa bellissima e coinvolgente traccia, guardando la natura, potrei anche io aver pensato di intravedere l’infinito dentro a qualcosa. Ma l’essere razionale che è in me, da sempre fa a pugni con quello emozionale. Ogni tanto, uno dei due prende il sopravvento, si ritrovano sempre con l’equivalersi alla fine. In un’eterna lotta tra disturbi psichiatrici in antitesi, hanno trovato nel prendersi vicendevolmente per il culo, un modo per coesistere ed evitarmi un definitivo tracollo psichico.

Ma, avere l’infinito dentro… come è possibile?

Ingestione involontaria?

Bizzarre pratiche sessuali?

Disturbo gastrointestinale? Boh, non saprei davvero.

Che poi, dove si collocherebbe con esattezza? Occupa pure un bel po’ di spazio, è infinito!

Non credo il servizio sanitario nazionale, copra le spese per una tac, che individui una sezione di infinito, tra milza e pancreas. Per poi guardarci attraverso e vedere esattamente cosa ci sta, dentro a st’infinito.

Io ho guardato bene, non ce ne ho di infinito dentro, nemmeno quella fettina tra milza e pancreas. Lo so per certo.

Da piccola, quando ridevo per le storielle che mi raccontavo da sola, nelle conversazioni fitte fitte, tra me e me stessa, mi dicevano:

ma che ci ridi? Hai u’ scimunitu ‘nta panza?

Scimunitu 'nta panza
Tipica espressione sicula

Espressione sicula, per affermare che sembri stupido, ridi per niente.

Bene io sono sicura di avere quello dentro… u’ scimunitu ‘nta panza, una fettina di idiozia. Un po’ più di una fettina in verità…un’idiozia diffusa, dentro di me.

Un’idiota, sono un’idiota, una persona che manifesta stupidità, secondo l’accezione comune del termine. Non sempre però, l’essere idiota, è correlato alla scarsa intelligenza di una persona. Ho visto svilire stratosferici quozienti intellettivi, nella pratica di “misurarselo”, in competizione con altri altrettanto stratosferici q.i. Io rivedrei proprio tutto il concetto di intelligenza detto questo. L’idiozia non c’entra con l’intelligenza.

L’idiota è spesso incline a dire sempre la verità. A volte cerca di capire i comportamenti di ognuno giustificandoli o analizzandoli, evidenziandone le pecche i punti deboli. Nessuno di contro, cerca di capire lui/lei nel profondo, affrettandosi a definirlo solo un “idiota”. È la trama di Dostoevskij, la storia del suo “Idiota” finisce in una casa di cura per malattie mentali. Non è sempre bene quindi comportarsi come un idiota, oltre alla beffa dello stigma sociale pure il danno finale. No, proprio non è consigliabile immedesimarsi.

L’idiota, è semplicemente sé stesso ed una persona che è sé stessa, sempre e comunque può apparire folle agli altri.

L’idiota “vive immerso in un’illusione o ne è libero, circondato da illusi”. (1)

Idioti a Parigi
Idioti a Parigi.
La “scienza dell’idiozia”, che Gurdjieff insegnava, ritrae per intero la condizione umana e i rischi che si affrontano nel conseguire la liberazione.

In tal caso l’idiozia è una questione di prospettiva.

L’idiota non sa mai di esserlo, glielo dicono. Spesso a dirglielo, sono proprio quegli illusi di cui parlavo prima.

L’idiota, barcolla tra il dubbio e la certezza. Il fatto di propendere per l’una o l’altra lo identifica in una tipologia piuttosto che in un’altra. L’idiota dubbioso, sa di non sapere, anche se lo sa, va a controllare di non essersi sbagliato. Dubita di sé stesso, sempre. Molto meno dubita degli altri. Se qualcuno in sua presenza afferma una cosa, lui è sicuro che sia vera, perché è convinto che tutti siano come lui: sinceri. L’unico dubbio che non si pone mai, è proprio quello che gli altri possano raccontargli cazzate.

L’idiota certo di tutto invece, è uno con cui non vorresti mai discutere. Perché qualsiasi cosa tu sappia con cognizione di causa, lui/lei, la sa meglio e ti porterà a dubitare di te stesso e delle poche certezze che credevi di avere.

C’è un tipo idiota, che a dispetto del suo nome, vuole conoscere, brama sapere. E per soddisfare questa fame, può finire con l’annullare il mondo che gli sta intorno. È capace di camminare col naso dentro ad un libro, pestando cacche, sfiorando autobus in corsa, attraversare un campo di battaglia tra i sibili delle pallottole, senza accorgersi di nulla, perso fra le trame della sua idiozia.

Tra questi ultimi, c’è quello che vuole conoscere sé stesso. Quello è il peggiore. L’idiota introspettivo, quello che si guarda dentro, esplorando le profondità della sua anima. Interrogando i ricordi alla ricerca di risposte. Contempla stupito il mondo, vedendo come nell’infinitamente piccolo, si nasconda l’infinitamente grande, è convinto che “tutto” stia dentro un granello di sabbia. Quello che vede una fettina di infinito tra milza e pancreas per intenderci. È lui quello dell’infinito, il cerchio si chiude, risposta trovata, sono un’idiota più serena.

Ce ne sono tanti in giro, in incognito. Uno più, uno meno, la cosa non dovrebbe sconvolgere. La persona proprio accanto a te, potrebbe esserlo, tu potresti esserlo senza saperlo. Il mondo è pieno di idioti inconsapevoli, qualcuno deve pur dirglielo. A me lo hanno detto per lungo tempo. All’inizio non volevo crederci.

un’idiota io? Non è possibile!

Poi col tempo, a furia di sentirmelo dire, ho cominciato a crederci e sono arrivata ad accettarlo. Ho accettato, di esserlo e iniziato a sondare la mia idiozia. Sono stata un’idiota in incognito, come ce ne sono tanti altri, vergognandosi del proprio status. Ho dissimulato per confondermi con tutti gli altri, con poco successo.

Vergogna! Ti si vede tutto il peccato originale!

Allora ho dovuto smettere di fingere e accettare la realtà, cominciando a guardare il mondo attraverso la lente dell’idiozia. E lo vedo, lo vedo questo mondo fatto di rumore dove tutti, sanno e irridono gli altri. Dove tutti corrono, senza sapere dove. Un mondo fatto di tappe obbligate, di giudizi, di doveri, di legami istituzionalizzati. In cui tutti rispondono all’obbligo dettato da non si sa chi, di esprimere la propria opinione su ogni cosa, diventando rumore. Il rumore della ragione, contro il torto. E tutti hanno torto e tutti hanno ragione. Non ho torto né ragione. Non mi interessa e non mi interessa sapere chi ha torto e chi ragione, voglio solo spegnere il rumore.

(1)John G. & Elizabeth Bennett – Idioti a Parigi (alla scuola di G. I. Gurdjieff. Diari 1949

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Scritto da Tiziana - Maggio 11, 2019 - 201 Views

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